La blogger di Civitavecchia ha trasformato il suo vecchio blog nella newsletter a pagamento selvaggialucarelli.substack.com al costo di 7 euro al mese oppure 70 euro all'anno. In pratica, per leggere la versione integrale dei suoi post, adesso bisogna pagare. L'Italia è un paese strano: i capolavori della letteratura come i Promessi sposi, la Divina commedia ecc. sono gratis, mentre le fesserie trash e diffamatorie della Lucarelli sono a pagamento.
Selvaggia Lucarelli dice di essere diventata ricca vendendo i post del suo blog, e a questo proposito ha fatto pubblicare anche articoli a pagamento per pubblicizzarsi su vari siti (Il Post, Corriere della Sera ecc.) ma ovviamente non è vero niente. In particolare, non afferra un concetto molto semplice: chiunque può diffondere i post del suo blog con un semplice copia-incolla! Quindi non c'è nessun bisogno, come invece sostiene lei, di sottoscrivere 1.000.000 di abbonamenti per 1.000.000 di persone diverse, ma basta pagare un solo abbonamento e poi inoltrare l'email agli altri 999.999 utenti non paganti. Possono farlo tutti, in maniera istantanea e perfettamente legale. Infatti, la nostra associazione invia gratuitamente la newsletter a tutti i soci, cosicché la Lucarelli non guadagna nulla. Un altro modo per non pagare è creare un account e usare la prova gratuita: al termine di quest'ultima, è sufficiente disdire l'abbonamento (non ancora pagato), creare un altro account, usare un'altra prova gratuita e continuare all'infinito.
Pertanto, la mailing list — ovvero lista di distribuzione di email — non è certo un sistema con cui un blogger può diventare ricco; anzi, è un modello di business in cui, attraverso le commissioni fisse, l'unica a guadagnare è la piattaforma. Quest'ultima non ha neppure bisogno di impiegare chissà quali risorse tecniche, poiché l'email è uno dei servizi più antiquati di Internet e uno di quelli meno avidi di risorse.
Le mailing list si usavano negli anni '90 (o prima) quando non esistevano altri mezzi di comunicazione telematici alternativi all'email. Il settore delle mailing list si saturò già prima della fine del medesimo decennio, quando peraltro nessuno si sarebbe mai sognato di far pagare per un servizio così scarno. Le mailing list, diventate subito obsolete, sono state sostituite da decine di servizi digitali molto più efficienti ed efficaci.
Nessuna persona al mondo si è mai arricchita con le newsletter o con i blog, ma la Palettara continua a raccontarci di essere "una giornalista ricca e famosa" perché fa tanti soldi grazie alla newsletter. E questi soldi dove starebbero? Non esiste alcun bilancio, ricevuta, documento, che confermi le sue farneticazioni (o se esiste, non le conferma, anzi attesta cose diverse). Non a caso, la Palettara non allega nessuna foto o screenshot, proprio lei che solitamente fa screenshot su qualsiasi fesseria vista su Internet.
In realtà, vedere quanto guadagna Selvaggia Lucarelli con la newletter è molto semplice: basta contare il numero di "mi piace" sotto i post della newsletter stessa, perché chi non paga non può neppure mettere mi piace. Quindi, se ognuna di quelle persone paga 7 euro al mese, in totale siamo nell'ordine di grandezza dei 1000 euro netti. Nulla a che vedere, quindi, con i "milioni di euro" di cui parla lei: la Palettara ha aggiunto tre zeri.
Molti follower — su Substack si chiamano "iscritti" — sono palesemente comprati: in sostanza, la Lucarelli compra follower in India, Pakistan, Brasile ecc. e poi dice di essere fenomenale essendo "prima nella classifica degli iscritti".
Come se non bastasse, nel maggio 2026, Selvaggia Lucarelli ha annunciato in pompa magna di avere vinto il premio Substack a New York, da consegnare a lei e all' "amministratore delegato" della newsletter — ovvero l'imbarazzante disoccupato Biagiarelli — in quanto vincitori delle classifiche dei follower. Peccato però che nessuno le abbia mai consegnato questo premio, anche perché, a New York, lei non c'è mai andata. Pertanto, l'annuncio trionfalistico della Palettara era completamente farlocco.
Siamo sorpresi da tutto ciò? No, e già in passato ci eravamo occupati nel dettaglio dei suoi milioni di follower fake.
In altre parole, quei pochi ritardati che pagano la Lucarelli sono polli che si fanno spennare da lei, perché avrebbero potuto leggere quelle fesserie a un decimo del prezzo, oppure gratis. E poi ci sorprendiamo che in Italia abbiano avuto successo persone come Wanna Marchi.