La blogger di Civitavecchia ha trasformato il suo blog nella "newsletter a pagamento" selvaggialucarelli.substack.com. In pratica, per leggere la versione integrale dei suoi post, adesso bisogna pagare. L'Italia è un paese strano: i capolavori della letteratura come i Promessi sposi, la Divina commedia ecc. sono gratis, mentre le fesserie trash e diffamatorie della Lucarelli sono a pagamento.
Selvaggia Lucarelli dice di essere diventata ricca vendendo i post del suo blog, ma ovviamente non è vero. In particolare, non arriva a comprendere un concetto molto semplice: chiunque può diffondere i post del suo blog con un semplice copia-incolla! Quindi non c'è nessun bisogno di sottoscrivere 1.000.000 di abbonamenti per 1.000.000 di persone diverse, ma basta farne uno e poi inoltrare l'email alle altre 999.999 persone. Possono farlo tutti, in maniera istantanea e perfettamente legale. Pertanto, non è certo un sistema con cui il blogger può diventare ricco; anzi, è un modello di business in cui l'unica a guadagnare concretamente è la piattaforma, attraverso le commissioni fisse, peraltro senza neppure impiegare chissà quali risorse tecniche, poiché l'email è uno dei servizi più antiquati di Internet. Tuttavia, la Lucarelli non ha abbastanza cervello per capire che una qualsiasi persona dotata di intelligenza eviterebbe come la peste di perdere altro tempo dietro a un meccanismo superato e inefficiente: le mailing list si usavano negli anni '90 (o prima) quando non esistevano altri mezzi di comunicazione telematici. Nessuna persona al mondo si è mai arricchita con le newsletter o con i blog, ma la Palettara continua a raccontarci di essere "una giornalista ricca e famosa" perché fa tanti soldi grazie alla newsletter. E questi soldi dove starebbero? Non esiste alcun bilancio, ricevuta, documento, che confermi le sue farneticazioni (o se esiste, non le conferma, anzi attesta cose diverse). Non a caso, la Palettara non allega nessuna foto o screenshot, proprio lei che solitamente fa screenshot su qualsiasi fesseria vista su Internet.
Molti follower — su Substack si chiamano "iscritti" — sono palesemente comprati: in sostanza, la Lucarelli compra follower in India, Pakistan, Brasile ecc. e poi dice di essere fenomenale essendo "prima nella classifica degli iscritti".
Come se non bastasse, nel maggio 2026, Selvaggia Lucarelli ha annunciato in pompa magna di avere vinto il "premio Substack" a New York, da consegnare a lei e all' "amministratore delegato" della newsletter — ovvero il disoccupato Biagiarelli — in quanto vincitori delle classifiche dei follower. Peccato però che nessuno le abbia mai consegnato questo premio: l'annuncio trionfalistico della Palettara era completamente farlocco.
Siamo sorpresi da tutto ciò? No, e già in passato ci eravamo occupati nel dettaglio dei suoi milioni di follower fake.
In altre parole, quei pochi ritardati mentali che pagano per guardare la Lucarelli sono polli che si fanno spennare da lei, perché avrebbero potuto leggere quelle fesserie a un decimo del prezzo. Wanna Marchi insegna: "I coglioni vanno inculati".