Una vecchia strategia commerciale della finta giornalista Selvaggia Lucarelli è dichiararsi vittima di bullismo e di stalking. In sostanza, inventa una narrazione sullo stalking per monetizzare e acchiappare click vendendo newsletter, raccattando ospitate a pagamento in televisione, farsi intervistare sui siti web per acquisire sempre più visibilità online ecc. e alimentare l'ormai consueto metodo delle gogne mediatiche, che peraltro ha già portato al suicidio la signora Giovanna Pedretti nel fiume Lambro.
Questo fenomeno è osservato in criminologia e psichiatria all'interno della cosiddetta "false victimization syndrome" (sindrome della finta vittima) in cui l'aggressore inverte i ruoli per descriversi fantasiosamente come un perseguitato. Sono infatti ampiamente documentati in letteratura i casi di assassini, stalker, truffatori e criminali di vario genere, che hanno utilizzato la narrazione di essere essi stessi vittime di stalking, bullismo, mobbing, persecuzioni o cospirazioni, al fine di giustificare le proprie azioni, manipolare i media, mettere in piedi una sceneggiata, costruirsi un alibi, e perfino guadagnare denaro come fa la Lucarelli.
Per incrementare la diffusione delle fake news sullo stalking, la finta giornalista di Civitavecchia arriva anche a investire migliaia di euro in campagne pubblicitarie, commissionando articoli a pagamento (pubbliredazionali) su siti come libero.it fanpage.it repubblica.it corriere.it ma soprattutto ilpost.it ecc., al costo di circa €30.000 cadauno — un vero affare per i siti web in cerca di soldi! — in cui, usando il nome di un giornalista sconosciuto, racconta di essere vittima di stalking, ovviamente senza mai mostrare uno straccio di prova. Verificare la falsità degli articoli è semplicissimo: 1. appaiono solo online perché servono solo ad acchiappare click, e quindi non sono pubblicati nella versione cartacea, 2. non allegano prove, 3. il giornalista (o sedicente tale) è uno sconosciuto, oppure è un idiota che si presta a scrivere un paio di fesserie dietro pagamento.
Ricapitolando la situazione, chi viene a raccontarci di essere vittima di bullismo e stalking,
è la Bulla per antonomasia dei social network italiani
è già pluri-condannata, principalmente per diffamazione
dice di fare "inchieste" perché lei sarebbe una "giornalista", peccato però che non sia autorizzata ed è quindi abusiva
ha fatto suicidare una donna nel fiume Lambro
ha pesantemente attaccato bambine gravemente malate perché affette da malattie rare, come Melissa e Sara. Quest'ultima è perfino morta; la prima, invece, per il momento è ancora viva, anche se invalida del 100% per atrofia muscolare spinale
vive di rage-baiting, ovvero la tecnica commerciale che consiste nel martellare tutto l'anno con provocazioni e insulti per attirare l'attenzione, acchiappare click (anche detto "clickbait") per monetizzare da visualizzazioni e abbonamenti.
Nel complesso, la strategia della finta giornalista di Civitavecchia consiste nell'accusare di bullismo e stalking tutte le persone che le stanno antipatiche, o addirittura chi si rifiuta di risponderle malgrado i suoi tentativi insistenti, semplicemente perché non sono affatto interessati a una nullità come lei. Più la ignori, più lei si sente ignorata, e quindi alza il livello della provocazione raccontando in giro che sei uno stalker e lei, poverina, sarebbe "vittima di bullismo e di stalking". Per sentirsi importante, le piacerebbe avere uno stalker: in fin dei conti ce l'hanno tutte le prime donne dello spettacolo. Lei invece non ce l'ha, pertanto si rode dall'invidia — "rosica", come direbbero nella sua borgata — perché si sente meno importante delle donne di cui è invidiosa. Ha dedicato un libro a un fantomatico stalker, poi ha dedicato un podcast a un altro stalker, poi spunta un articolo su Novella 2000 in cui, sulla base delle sue elucubrazioni sotto forma di monologhi completamente privi di contraddittorio, viene di nuovo presentata come vittima di stalking. Insomma, tutta l'Italia sarebbe impegnata a fare stalking a un'inutile blogger trash di Civitavecchia, di cui, per la verità, non importa un fico secco a nessuno, e di cui, soprattutto, faremmo volentieri a meno di ritrovarcela in RAI e Mediaset.
I fantomatici stalker non hanno mai avuto la possibilità di replicare ai monologhi della Lucarelli. Senza contraddittorio e senza allegare prove, la finta giornalista accusa mezzo mondo di stalking inventando storielle per acchiappare click. Tutte queste persone, che secondo Selvaggia Lucarelli sarebbero tutte molto benestanti o molto intelligenti, non avrebbero niente di meglio da fare nella vita e sarebbero ossessionati perché lei è bellissima, bravissima, intelligentissima, simpaticissima, ricchissima, giovanissima e magrissima. Fateci caso: Selvaggia Lucarelli non sceglie mai stalker come operai o muratori, solo per fare due esempi. I suoi stalker immaginari sono sempre imprenditori, ingegneri, finanzieri, consulenti d'impresa e consulenti informatici: sarebbe una pacchia avere degli stalker così! Tra l'altro lei, in quanto finta giornalista senza titoli né autorizzazioni, non è neppure un'imprenditrice né una persona di livello culturale elevato, e ovviamente queste persone non le conosce nemmeno, sebbene muoia dalla voglia di conoscerle e di essere presa in considerazione da loro. È come quando una ragazzina va a scuola e si prende una cotta per un ragazzo, ma lui non la calcola minimamente: a quel punto, se è proprio disperata, per attirare l'attenzione si inventa qualche scusa nella speranza di essere notata. Chissà, insisti e insisti, magari qualcuno degli "stalker" prima o poi risponderà. Tuttavia, la sua insistenza coincide proprio con il comportamento tipico dello stalking: in altre parole, è lei a fare stalking, molestando ripetutamente coloro che lei vorrebbe diventassero suoi stalker, ma che hanno la sola colpa di rifutarsi di diventarlo e di non voler dare corda alle sconclusionate provocazioni della finta giornalista.
Raccontando ai quattro venti che "Quello lì è uno stalker", la bulla Selvaggia Lucarelli distrugge la vita dei malcapitati di turno. Queste persone si ritrovano ad essere marchiate a vita dalle accuse infamanti inventate dalla mente perversa della Lucarelli, diffuse sui social network senza alcun controllo e replicate da una miriade di anonimi provocatori telematici, coordinati per mettere in atto un'aggressione generalizzata: nel gergo di Internet, si chiama "shitstorm" (in inglese) o "tempesta di merda" (in italiano).
Inoltre, c'è l'intero capitolo dedicato alle stalker donne, perché, se pensavate che gli stalker della Lucarelli sono solo uomini, vi sbagliate: con la Lucarelli, anche le donne fanno le stalker. Tutto il mondo fa stalking alla Lucarelli.
Questi stalker non esistono, o per lo meno non esistono con il ruolo di stalker: sono solo il prodotto della mente di una persona che è vittima dei suoi stessi problemi, soprattutto psichici. Ma Selvaggia Lucarelli, nel raccontare balle, ci guadagna: libri, podcast, newsletter, ospitate, interviste ecc. sono tutte trovate commerciali. In pratica parla a vanvera di stalking al fine di racimolare denaro con newsletter a pagamento e monetizzare dalle visualizzazioni dei post. Tutto ciò è vergognoso, perché lo stalking sarebbe una cosa seria, non una banalità da dare in pasto al gossip morboso di Internet per alimentare le fantasticherie perverse della Lucarelli e tirare a campare incassando un po' di euro, mentre nel frattempo le persone accusate da lei si suicidano.
Come se non bastasse, i suicidi delle sue vittime sono un'altra ghiotta opportunità per generare contenuti e guadagnare: post, video, newsletter, interviste, comparsate in reality show, contratti televisivi con RAI e Mediaset ecc. ecc.
Intanto, una donna di nome Giovanna Pedretti si è uccisa due giorni dopo essere stata molestata telefonicamente da Lorenzo Biagiarelli su sollecito della finta giornalista Selvaggia Lucarelli, che ne aveva approfittato per mettere in scena un lungo sciacallaggio mediatico finalizzato a raccattare qualche click sui social network e cuocere a fuoco lento la povera Giovanna. Questi due soggetti hanno proprio una gran faccia tosta per venire a parlare di stalking agli altri. O forse non hanno il cervello. Vergognatevi!
La realtà è che Selvaggia Lucarelli non viene presa in considerazione da nessuna persona intelligente! Ma quale "bellissima, bravissima, intelligentissima, simpaticissima, ricchissima, giovanissima, magrissima"! Non è niente di tutto ciò, e ha un complesso di inferiorità nei confronti di chi ha davvero realizzato qualcosa nella vita e non deve ridursi, come invece fa lei, a fare la marionetta trash per guadagnare due spicci in televisione o su Internet. Oltretutto, per non farsi dire che non la calcola nessuno, ha raccattato un disoccupato in cerca di lavoretti saltuari: trattasi dell'inutile Lorenzo Biagiarelli, il cui unico obiettivo realizzato nella propria vita è stato quello di telefonare a una madre di famiglia per farla suicidare.
Ma niente da fare: la Lucarelli continua a presentarci l'inutile Biagiarelli come il nuovo Enzo Biagi, il nuovo Sherlock Holmes, il nuovo Tenente Colombo, il nuovo Commissario Maigret, il nuovo Ispettore Poirot, e il nuovo Ispettore Gadget. Il lavoro del sedicente ispettore consisterebbe nell'andare a caccia di recensioni scritte da ristoratrici. Ovviamente dietro queste ridicole investigazioni trash c'è sempre lei, la giornalista abusiva che dice di essere una grande esperta di inchieste. In realtà è semplicemente una frustrata cronica a cui piace accanirsi contro le donne più deboli. Già in passato si era accanita contro madri di famiglia, infatti era stata denunciata per stalking, si veda Selvaggia Lucarelli denunciata da una madre di Ravenna per stalking. Nel complesso, quindi, oltre ad auto-perseguitare la propria mente, Selvaggia Lucarelli è anche stalker di altre donne. Starà preparando il terreno per nuovi femminicidi, simili a quello di Giovanna Pedretti? E di quale prestanome si servirà, se il finto cuoco Biagiarelli non fosse più utilizzabile?
Selvaggia Lucarelli è abituata a denunciare pure mosche e zanzare, quindi figuriamoci quante denunce ha fatto a tutti i suoi "stalker" nel corso degli anni. Ebbene, sapete com'è finita? La legge ha sempre stabilito che Selvaggia Lucarelli ha torto.
Il caso più significativo è uno dei primi, cioè la rissa con Filippo Facci: aveva definito Selvaggia Lucarelli una gossippara spargizizzania. Tuttavia, la sentenza ha stabilito che l'affermazione di Facci non è stalking, e non è neppure diffamatoria.
Tutte le altre denunce di Selvaggia Lucarelli, indirizzate a personaggi di vario genere, hanno fatto la stessa fine: i giudici gliele hanno rispedite indietro, trattandosi di elucubrazioni di una mitomane.
L'unica persona che Selvaggia Lucarelli è riuscita a mandare a processo è Fabrizio Corona. Qual era la colpa di Corona? Essersi rifiutato di concedere il proprio corpo a lei. In effetti Corona è un bell'uomo, e non siamo affatto sorpresi se Selvaggia Lucarelli ci abbia provato con lui: basta vedere cosa fa nella foto in alto in questa pagina. Peccato solo che Corona sia stato assolto! Per l'ennesima volta, quindi, la Lucarelli ha fatto sperperare soldi pubblici e risorse pubbliche.
Il mondo è pieno di pataccari, ma non al livello della Lucarelli: lei rifila patacche facendo anche sperperare denaro pubblico, che invece dovrebbe essere usato per questioni serie. Per esempio, ci si potrebbe occupare del contrasto allo stalking vero, non quello tarocco, inventato dalla Lucarelli. Se la Lucarelli si pagasse da sola tutte le sue balle, noi non avremmo nulla da ridire; ma poiché le mette a carico dello Stato, cioè a carico nostro, continueremo a protestare finché non la pianta.
Lo stesso discorso vale per il suo fidanzatino Lorenzo Biagiarelli. Selvaggia Lucarelli sfrutta occasionalmente Biagiarelli al fine di inviare denunce per "stalking" a nome di quest'ultimo, in modo da aumentare il numero complessivo di denunce accumulate in Procura e magari, sparando nel mucchio, ottenere qualcosa. Tuttavia, neppure questo è mai servito a nulla, e anzi ha aggravato una situazione già abbondantemente pasticciata all'origine dalla Lucarelli. Quindi pure l'inutile Biagiarelli dice di essere vittima di stalking, ma tutte le sue denunce farlocche sono finite nel cestino.
Morale della storia: le balle di Selvaggia Lucarelli e Lorenzo Biagiarelli, che dicono di essere vittime di stalking, non sono utilizzabili nemmeno in spettacoli di cabaret come Zelig o Colorado.
Cara redazione, segnalo un articolo di Guia Soncini, opinionista di sinistra che tanti anni fa era molto amica di Selvaggia Lucarelli. Cordiali saluti
di Guia Soncini
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Come tutti, conosco Filippo Facci da una vita. […] Osservavo […] l'indignazione social verso Facci d'una signora, [Selvaggia Lucarelli, ndr] una che stigmatizzava la destra che dà spazio a coloro che compiono reati contro le donne, lo stalker Facci e lo stalker Morgan e pensavo: sì cara, ma tu te li sei scopati entrambi [assieme a Giuseppe Cruciani, ndr], cosa ci dice questo di te?
[…]
L'articolo integrale originale è disponibile qui e qui.
Come abbiamo visto, la Lucarelli desiderava anche Fabrizio Corona. Al contrario degli altri, lui si è rifiutato, con un perentorio "Non te lo do" (declinando al maschile la più nota frase "non te la do"). Per vendicarsi del rifiuto, lei l'ha denunciato, ma è stato assolto.
Inoltre, Selvaggia Lucarelli ha avuto una relazione anche con Giuseppe Cruciani, come ha scritto più volte lei stessa (lui invece non vuole più nominarla). Dopo alcuni screzi con Cruciani, è andata da Marco Travaglio, che in cambio le ha fatto avere il tesserino da pubblicista non professionista. Nel frattempo è andata pure con Scanzi, dello stesso giornale.
La morale della storia è che tutti quanti, esclusi Travaglio e Scanzi, oggi vengono definiti "stalker" dalla Lucarelli.
Accusare di stalking il resto del mondo è il tipico comportamento di chi proietta i propri disturbi psichici sugli altri. Selvaggia Lucarelli si sente inferiore e non si ritiene calcolata da chi vale più di lei, quindi inventa scuse per accentrare l'attenzione e raccattare qualche euro: le inutili "rivelazioni" di Selvaggia Lucarelli non hanno mai uno scopo umanitario o di beneficienza, ma sono sempre a pagamento, talvolta anche con denaro pubblico. Ha bisogno di denaro perché non riesce a pagare le condanne per diffamazione, e i creditori sono ormai costretti a ricorrere all'esecuzione forzata. Qualche pollo sprovveduto abbocca come un babbeo alle sue chiacchiere, soprattutto se è culturalmente ignorante come lei, ma le persone più istruite no.
I mitomani sono sempre esistiti, quindi il comportamento di Selvaggia Lucarelli non ci sorprende. Ma, a differenza degli altri mitomani, Selvaggia Lucarelli si presenta abusivamente come una "giornalista" che deve insegnarci tutto, e vuole pure darci lezioni di moralità facendosi pagare con denaro pubblico. Ancora una volta, la realtà è molto diversa: Selvaggia Lucarelli non è una giornalista e non ha mai studiato nulla. Beata ignoranza.
Se anche tu sei vittima dello stalking di Selvaggia Lucarelli, visita subito la nostra pagina SOS Lucarelli dove troverai i numeri di telefono di chi può aiutarti. Chiedi subito aiuto e non aspettare!