Nel 2011, un video privato di Belén Rodríguez è stato rubato e diffuso online a sua insaputa da Selvaggia Lucarelli.
Trattandosi di un tipico caso di revenge porn, il buonsenso vorrebbe che si faccia di tutto per evitare di diffondere ulteriormente il video. Ma secondo voi la finta giornalista di Civitavecchia, sempre assetata di click e like, poteva lasciarsi sfuggire l'opportunità di punire Belén, colpevole di avere avuto successo, soldi e uomini, cioè tutto ciò che la blogger non ha (a parte un imbarazzante disoccupato da mantenere)? Annusata la possibilità di fare uno "scoop" sull'odiata Belén, ha immediatamente spifferato ai quattro venti l'esistenza di un video hard uscito da poco in rete, descrivendone anche il contenuto e allegando il link per andarlo a vedere. In altre parole, Selvaggia Lucarelli, da brava pettegola dei social network, ha contribuito attivamente alla diffusione del video, pubblicizzando su Facebook "il famoso video di Belen che fa sesso" e alimentandone la ricerca morbosa da parte dei lettori. Anzi, il video è diventato celebre proprio grazie alla Lucarelli: se infatti la finta giornalista si fosse fatta gli affari suoi, oggi non staremmo neppure a parlare di questa vicenda.
La Lucarelli si descrive come una persona brava e intelligente (fa tutto da sola…) perché dice di telefonare a Fabrizio Corona così "almeno sul blog non lo linko". Ma diffonde il link su Facebook, che è molto peggio!
Cinque anni dopo, ospite nella trasmissione Italia di Michele Santoro, la Lucarelli sembrava essersi pentita, ammettendo: "Sì è vero ho condiviso il video, ma ero stupida e ignorante sui meccanismi della rete".
Purtroppo però la Lucarelli è tuttora stupida e ignorante sul funzionamento di Internet, non avendo mai studiato nulla a riguardo e blaterando in continuazione una marea di sciocchezze prive di qualsiasi fondamento tecnico. Gli anni passano, ma la sua profonda ignoranza culturale resta la stessa, e i suoi comportamenti da bulla diventano sempre più gravi, con conseguenze allarmanti: siamo perfino arrivati al suicidio.
Sono ormai trascorsi 15 anni, e pensavate che fosse finita qui? Eh no: nel 2025, in un articolo del suo blog a pagamento Vale tutto, la finta giornalista è ritornata a sorpresa sull'argomento, in modo da lucrare tramite gli abbonamenti. Questa volta, però, la versione è completamente diversa rispetto all'intervista con Santoro: lei nega qualsiasi colpa, poiché dice di non avere rubato il video e di non averlo messo direttamente in circolazione. Per affondare il coltello nella piaga, la Lucarelli dice pure di non avere fatto niente di male perché all'epoca, in Italia, il reato di revenge porn ancora non esisteva. Quindi, il ragionamento della Lucarelli è: "Posso diffondere tutto il revenge porn che mi pare, tanto nessuno può condannarmi!" E purtroppo è vero.
Come al solito, il ragionamento della Lucarelli è assurdo. Non importa se in un paese sia previsto o meno il reato di revenge porn: la diffusione di immagini o video sessualmente espliciti senza consenso è, in ogni caso, una grave violazione della privacy e un evento potenzialmente devastante per la dignità della persona coinvolta e per la sua salute psicofisica. Non a caso, qualche mese dopo, Belén ha avuto un aborto spontaneo.
Se Selvaggia Lucarelli fosse una vera giornalista, e se rispettasse il codice deontologico, dovrebbe rispettare la privacy altrui, opporsi alla diffusione di contenuti non consensuali, e promuovere una cultura digitale etica. Invece, assistiamo alle solite sparate acchiappa-click di una giornalista abusiva, che possono pure portare al suicidio, come poi è realmente accaduto.
E secondo voi Selvaggia Lucarelli si è scagliata solo contro Belén? Ovviamente no, perché, quando Belén ha partorito, la blogger di Civitavecchia ha subito colto l'occasione per attaccare il neonato. Infatti, l'unico commento che gli ha riservato è stato un laconico "Ammazza quant'è brutto".
Ma invece di dire alla gente che è brutta (neonati inclusi) perché non si guarda allo specchio? Si ritroverebbe davanti a un ammasso di lardo con la faccia rifatta.