Libri da crepacuore

Foto: Selvaggia Lucarelli va a baciare in bocca Fabrizio Corona.

I libri sulla dipendenza affettiva di Selvaggia Lucarelli provocano crepacuore

Nel 2021 spunta l'ultimo libro di cui non si sentiva l'esigenza, ma la novità è che Selvaggia Lucarelli, per la prima volta in vent'anni, ha messo un titolo sensato: "Crepacuore dipendenza affettiva". Infatti, i cosiddetti "libri" dell'ex blogger di gossip trash di Civitavecchia, spesso accompagnati da recensioni sponsorizzate, ovvero a pagamento, su siti web — avete mai incontrato un vero critico letterario che si occupa di Selvaggia Lucarelli? — sono proprio roba da crepacuore: un ottimo metodo per farsi venire l'infarto leggendo, utilizzabile anche come alternativa rapida all'eutanasia. Guarda caso, la tattica delle recensioni e dei commenti finti veniva usata anche dal suo amico Mirko Scarcella, di cui ci siamo già occupati. Tuttavia, se eravate dell'opinione che i precedenti libri — tra cui titoli demenziali quali "Dieci piccoli infami", "Casi umani" e "Falso in bilancia" — fossero un insulto all'intelligenza umana, e che quindi fosse stato già raggiunto il limite dell'assurdo e del ridicolo, con quest'ultimo libro venite smentiti, perché quel limite è stato ampiamente oltrepassato.

Selvaggia Lucarelli denunciata per stalking

Selvaggia Lucarelli ha accumulato diverse denunce per stalking (ce ne siamo occupati qui). Non è stata rinviata a giudizio e quindi l'ha sempre scampata dal punto di vista penale, ma resta il fatto che i comuni cittadini italiani, dalla Sicilia alla Valle d'Aosta, di certo non si svegliano la mattina e improvvisamente pensano "Oggi, per passare un po' di tempo, vado dai Carabinieri a denunciare per stalking Selvaggia Lucarelli": evidentemente, sono esasperati e non ce la fanno più a sopportarla, né psichicamente né fisicamente.

Lo stalker inventato

Ma al contrario dei comuni cittadini, la Lucarelli è abituata a denunciare chiunque — pure le mosche che volano — e vive nei tribunali, tra l'altro facendo spendere ogni volta allo Stato migliaia di euro di soldi pubblici per tragicomiche udienze completamente inutili (si veda Selvaggia Lucarelli contro Fabrizio Corona). Quindi, se nella sua vita fosse stata vittima di stalking e violenze psicologiche o fisiche, figuratevi se non avrebbe denunciato il fantomatico orco. Per giunta, in barba alla legge sulla privacy, la Lucarelli è abituata a dare in pasto alla pubblica piazza di Internet le denunce-querele o atti giudiziari di vario genere che riguardano altre persone (si ricordi il caso del rinvio a giudizio di Giampiero Mughini); se il violentatore immaginario fosse esistito davvero, perché lei non l'ha denunciato e non esibisce su Internet alcuna prova documentale di quello che vuole farci credere?

C'è perfino chi è arrivato a ipotizzare che l'inesistente e ormai onnipresente stalker sia semplicemente una proiezione di sé stessa; ovviamente questa tesi può essere confermata o smentita solo attraverso una perizia psichiatrica.

Ma non finisce qui. In alcune delle sue ospitate trash in televisione, Selvaggia Lucarelli ha lasciato intendere che il pericoloso ex a cui fa riferimento nel libro da crepacuore sarebbe un facoltoso imprenditore e manager milanese, e quindi che il libro parla di lui. Ma per favore! Un vero facoltoso imprenditore non è così idiota da mettersi a perdere tempo per andare dietro alla Lucarelli, men che meno per trasformarsi in un violento persecutore mosso da un amore folle per l'ex blogger di gossip di Civitavecchia. La realtà è che la Lucarelli, per non restare zitella, deve invece ripiegare su un perfetto sconosciuto che cerca disperatamente visibilità con ospitate televisive, e che ha 15 anni meno di lei… altro che fidanzamento con un facoltoso imprenditore. Come direbbero dalle parti della Lucarelli: "Te piacerebbe, eh?", o in alternativa "Ma chi te se…" (completate voi). La Lucarelli stessa non tira fuori nome e cognome di questo imprenditore immaginario — proprio lei che, perfino sui social, fa sempre i nomi di chiunque le passi per la testa — né qualche imprenditore o manager si è mai fatto vivo dicendo di essere stato pazzamente innamorato della Lucarelli.

Libri più seri

Questa presa in giro colossale della "storia di una dipendenza affettiva" basata sulle ipotetiche violenze era iniziata con il podcast "Proprio a me" sul cosiddetto "amore tossico", e tutte le scottanti domande che a suo tempo avevamo posto all'ex blogger di gossip trash di Civitavecchia sono ovviamente rimaste senza risposta. Ora ha avuto l'idea di scopiazzare il suo stesso podcast e metterne per iscritto i contenuti, raddoppiando la presa in giro e dimezzando l'impegno. Volete regalare 16,15 euro alla Lucarelli? Invece di buttarli via in quel modo, facendovi insegnare le "dipendenze affettive" da una pluri-denunciata per stalking, vi consigliamo di comprare un qualsiasi libro più serio sul medesimo argomento — a titolo di esempio, suggeriamo libri documentati come "Se questi sono gli uomini" di Riccardo Iacona, "L'ultima ragazza" di Nadia Murad (prigioniera dello Stato Islamico), o "Leggere Lolita a Teheran" di Azar Nafisi (professoressa di letteratura in un'università dei Talebani), ma ce ne sono molti altri — oppure, se non vi va di leggere, date gli stessi soldi in beneficenza, almeno aiutereste qualcuno che ha realmente bisogno, non certo la finta vittima di stalking Selvaggia Lucarelli che invece è stata lei stessa denunciata per quel reato.

Selvaggia Lucarelli si fa pubblicare libri dalla famiglia Berlusconi

Resta da capire come mai Marina Berlusconi continui a pubblicare nuovi "libri" dell'ex blogger amatoriale di Civitavecchia; infatti, l'ovvietà che Selvaggia Lucarelli si rifiuta di dirvi è che la casa editrice Rizzoli è di proprietà della figlia maggiore di Berlusconi. È a dir poco contraddittorio che la Lucarelli, al Fatto Quotidiano di Travaglio e a Domani di De Benedetti, reciti la parte dell'odiatrice seriale (hater) di tutto ciò che è berlusconiano, ma per farsi stampare i libri torni sempre alla corte di Silvio. In effetti, si tratta di un ritorno alle origini, perché la Lucarelli è una vecchia creazione trash di Mediaset; fu poi accantonata per dare spazio a nuove colleghe opinioniste, meno nevrotiche della Lucarelli, quali Francesca Cipriani, Flavia Vento, Tina Cipollari, Aida Nizar ecc. Qualcuno potrebbe rispondere che a Berlusconi non interessa nulla del livello di idiozia degli autori di turno: possono anche essere dei casi umani, come talvolta accade, ma l'importante è che portino pubblicità e soldi alle casse del gruppo. Il punto è che Selvaggia Lucarelli non porta nessuna delle due cose; al massimo potrebbe portare iella, come sostenuto dall'ex amico Filippo Facci e confermato con sentenza inappellabile dal GIP che ha di fatto cestinato l'ennesima prevedibile denuncia per sessismo sporta dalla giornalista non professionista Lucarelli.

Selvaggia Lucarelli indossa a Ballando con le stelle una maglietta nera con scritto Comunque con me gli sponsor restano

Non lo dico che sono stata denunciata per stalking, tanto, come è scritto pure sulla maglietta, con me gli sponsor restano sicuramente.