Il partito politico e l'orientamento politico di Selvaggia Lucarelli

Foto: Selvaggia Lucarelli va a baciare in bocca Fabrizio Corona.

Le tendenze e i partiti politici di Selvaggia Lucarelli

Selvaggia Lucarelli voleva buttarsi in politica già all'inizio della sua altalenante "carriera" come opinionista nei reality show Mediaset. Erano i tempi in cui si guadagnava la pagnotta raccontando qualche fesseria nei salotti di Barbara d'Urso: esatto, proprio la stessa persona che adesso è divenuta bersaglio degli attacchi quotidiani della Lucarelli, anche a colpi di denunce-querele per arrivare in tribunale. Fondamentalmente, la d'Urso è colpevole di avere raggiunto la piena realizzazione professionale con una carriera televisiva che l'invidiosa Selvaggia Lucarelli non può neppure sognarsi. Ma la turbolenta Selvaggia si nutre di tele-risse, ed è così insaziabile che a un certo punto ha perso la pazienza anche il solitamente tranquillo Pier Silvio Berlusconi, il quale l'ha cacciata da Mediaset.

Ed ecco che, per ripicca, la Lucarelli prova a imbucarsi nel Partito Democratico, dove però non la calcola nessun big nazionale. Racimola delle comparsate in quelle che una volta si chiamavano "feste dell'Unità di paese", ma guadagna solo un po' di spinte per le solite inutili ospitate televisive.

Infuriata per non aver ottenuto quello che pretendeva dal PD, si butta poi con il Movimento 5 stelle tramite il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio, nel momento di massima popolarità del partito politico fondato da Casaleggio senior e Grillo, sperando di passare subito all'incasso, cioè candidarsi in un collegio blindato per entrare alla Camera dei Deputati — operazione che non le era riuscita col Partito Democratico. Tuttavia, anche questo sogno svanisce:

  1. Selvaggia Lucarelli, infatti, è stata condannata per diffamazione e, all'epoca, il partito dei Cinque stelle non accettava condannati.

  2. Non brillava nemmeno il suo curriculum vitae: Selvaggia Lucarelli diceva di essere giornalista, ma in realtà non lo era, e si sarebbe iscritta all'Ordine dei giornalisti solo nel 2019 come "pubblicista", cioè senza superare l'Esame di stato per ottenere l'idoneità all'esercizio della professione di giornalista.

Ovviamente, adesso la Lucarelli cova rancore verso il Movimento 5 stelle che non l'ha mantenuta in Parlamento come lei si aspettava, e la luna di miele è definitivamente cessata: il 19 aprile 2021 ha perfino scritto su Twitter che Grillo è "un cretino". Francamente, questo spettacolino trash appare a dir poco buffo, perché sentire Selvaggia Lucarelli che dice cretino a Beppe Grillo è come sentire il bue che dice cornuto all'asino. Inoltre, va notato che il suo direttore Travaglio le ha impedito di scrivere articoli contro Grillo sul Fatto Quotidiano: al contrario della volubile Lucarelli, lui resta fedele al suo padrone — sebbene qualche familiare abbia ora delle grane giudiziarie di non poco conto (legge del contrappasso).

Matteo Salvini per Selvaggia Lucarelli: un nome, una garanzia

Rimasta a bocca asciutta e tenuta a distanza da tutti i partiti, che reputano dannose in termini di immagine le sue pericolose sparate quotidiane, ormai le resta soltanto di attaccare Salvini su Facebook, Instagram e Twitter, soprattutto in tema di Covid e mascherine — che originalità! — anche se non si capisce cosa c'entri con lei Salvini, che peraltro non la calcola minimamente. Selvaggia Lucarelli inveisce contro Salvini, senza accorgersi che a volte lei stessa si dimentica di indossare la mascherina, oppure la indossa col naso scoperto, come mostrato in foto anche da Daniela Martani, l'ex hostess dell'Alitalia che per qualche ignota ragione è un altro bersaglio della furia della Lucarelli.

In realtà, personaggi dei social network come Salvini valgono oro per la Lucarelli, perché attraverso gli hashtag contenenti il loro nome (#Salvini ecc.) — molto usati sia da chi odia Salvini sia da chi lo segue — Selvaggia Lucarelli aumenta notevolmente, e senza nessuna fatica, la visibilità dei suoi post, indipendentemente dal fatto che siano completamente inutili o meno. In pratica, l'apparente contenuto politico dei post contro Salvini è uno specchietto per le allodole, finalizzato esclusivamente a raccattare facilmente like, click e condivisioni rapide, sfruttando il nome degli altri. Purtroppo, molte persone non proprio avvedute cascano nel gioco della Lucarelli e lo alimentano. Si veda anche lo studio condotto da Il Riformista quando la Lucarelli ha mandato il figlio minorenne a contestare Salvini — vicenda che è stata immediatamente trasferita sui social network per incassare i click e i like.

Comunque, Selvaggia Lucarelli non usa questa tattica solo con Salvini, ma lo fa con tante altre persone — molto diverse tra loro, e molto spesso donne verso cui nutre invidia (Alba Parietti, Laura Boldrini, Giorgia Meloni ecc.) — e possiamo dire che in questo modo, tra un insulto e l'altro, tira avanti la sua baracca su Facebook, Twitter e Instagram.

L'orientamento politico di Selvaggia Lucarelli

Selvaggia Lucarelli ha un orientamento politico giustizialista sbilanciato a sinistra. Ha sostenuto e sostiene tuttora, con alterne (s)fortune, partiti orientati a sinistra — pur avendo litigato perfino con l'ex presidente della Camera Laura Boldrini, persona non esattamente di destra, ritenuta una concorrente scomoda all'interno della battaglia trash che la Lucarelli dice di condurre per tentare faticosamente di ritagliarsi un ruolo mediaticamente visibile in una fantomatica "difesa delle donne". L'unico risultato concreto da lei ottenuto è finire puntualmente in tribunale a litigare con le donne di cui (s)parla, ma questo aspetto diventa secondario. Peccato, infatti, che la Lucarelli faccia la giustizialista solo quando potrebbero trovarsi nei guai gli altri; quando invece è lei ad avere grane giudiziarie di vario genere, tende sempre ad andare in bestia, censurare, protestare, dire che i giudici sono di parte, negare ripetutamente l'evidenza e bannare/bloccare a raffica migliaia di utenti sui social network. A questo proposito si veda anche Selvaggia Lucarelli condannata.

Negli ultimi anni, Selvaggia Lucarelli è stata di fatto garantista solo con Antonio Ciontoli — oltre che ovviamente con sé stessa, sebbene si imbestialisca quando qualcuno glielo fa notare. Non si può dire che abbia portato molta fortuna al Ciontoli, il quale, dopo le assurde arringhe di Selvaggia Lucarelli sui social network e sul Fatto Quotidiano, ha ricevuto una condanna definitiva per omicidio volontario. Ad ogni modo, l'improvvisa e momentanea inversione a U della Lucarelli, dal giustizialismo al garantismo, non è certo dovuta a una mutazione del suo orientamento politico: è semplicemente servita a raccattare qualche click e like su Internet, dato che l'argomento "Marco Vannini" era sulla bocca di tutti e lei, improvvisandosi unico avvocato (delle cause perse), attirava l'attenzione strombazzando a destra e sinistra il nome di Antonio Ciontoli. Alla faccia dell'asserita politica garantista, la Lucarelli ora si occupa di altre persone — il caso Vannini non fa più tendenza su Twitter e quindi non è più sfruttabile in termini di click e like — e chissà se porterà iella anche ai nuovi malcapitati che lei si propone di "difendere".