Matteo Salvini

Foto: Selvaggia Lucarelli va a baciare in bocca Fabrizio Corona.

Matteo Salvini: l'ossessione di Selvaggia Lucarelli che le darebbe visibilità

Selvaggia Lucarelli è sempre alla disperata ricerca di click e like per i propri account su Facebook, Twitter e Instagram. Dopo la caduta in disgrazia del suo conoscente Mirko Scarcella, specializzato nel reperimento di centinaia di migliaia follower finti (i cosiddetti "fake") creati principalmente in India, Pakistan, Bangladesh e Brasile, la Lucarelli si è vista costretta a ricorrere a metodi meno tecnologici. Per esempio, ha perfino utilizzato il figlio minorenne per inscenare una contestazione contro Matteo Salvini nella periferia di Milano: in quel caso, le foto e i video del figlio erano risultati estremamente utili per raccattare migliaia di like e condivisioni, sfruttando "l'effetto virale", come dimostrato nello studio condotto dal Riformista di cui ci siamo già occupati. Ovviamente la sua versione dei fatti consiste nel sostenere che lei si trovasse per puro caso nel bel mezzo del raduno di Salvini: certo, con milioni di altri posti che esistono a Milano e nel resto del mondo, lei va proprio da Salvini "per caso". Tra l'altro, come al solito stava "per caso" anche nel mezzo di un raduno no-vax, camuffata in maniera approssimativa "perché tanto nessuno sarebbe riuscito a riconoscermi", peccato però che dopo qualche domanda provocatoria sia stata subito riconosciuta e qualcuno abbia pure pensato di darle una testata — o meglio, partije de capoccia come si direbbe nelle sue borgate ma questa è un'altra storia.

Ad ogni modo, messo da parte il figlio — le avranno fatto notare che usare minorenni come fenomeni da baraccone in una pubblica piazza o sui social network non è esattamente la massima espressione di potestà genitoriale — resta il solo Salvini, che, pur ignorandola del tutto, continua ad attirare le attenzioni morbose dell'ex blogger trash di Civitavecchia; tutto sommato, non è nulla di nuovo, per una che è stata più volte indagata per stalking. In effetti, l'hashtag #Salvini, adoperato sia da tanti follower che da tanti hater, sta spesso a galla nelle classifiche dei tag di tendenza, e quindi la Lucarelli lo inserisce nei post per tentare la pesca a strascico di click casuali.

Ai tempi in cui la cosiddetta "Bestia" di Salvini era guidata dal discusso ex spin-doctor Luca Morisi, Selvaggia Lucarelli aveva però una paura matta di ritorsioni virtuali via social, che l'avrebbero istantaneamente demolita in termini di immagine. Ora che Morisi è uscito di scena, il timore è scemato, e quindi ha ricominciato a buttarsi a capofitto sul politico milanese. Le informazioni da lei diffuse rientrano, come prevedibile, nel consueto gossip-trash di cui nessuno sente l'esigenza: "Guardate Salvini che va al funerale, porta pure una felpa nera", "Toh adesso ecco Salvini che entra in un negozio", "Incredibile: alcune persone dentro il negozio stanno pure contestando Salvini!" ecc. Non c'è mai un'analisi politica articolata, ma non siamo sorpresi, poiché molto probabilmente la Lucarelli non sa neppure cosa sia. L'importante è ripetere con ossessione il nome di "Salvini" e inserirsi di prepotenza nel quotidiano tritacarne delle risse virtuali tra follower e hater, con la speranza di attirare l'attenzione, e possibilmente le interazioni, di entrambi i gruppi di fancaススisti telematici. Di fatto, in termini più generali tutta l'operazione consiste semplicemente nell'utilizzare il nome di altre persone affinché i suoi post ottengano maggiore visibilità: non a caso il nome di Salvini viene occasionalmente alternato, con provocazioni di vario genere, a quello di altri personaggi in vista, tipicamente del mondo dello spettacolo o dei social, ma non solo: basti pensare a quando ha tentato di avviare una rissa virtuale tra Salvini e Gino Strada (buonanima) — che con Salvini non c'entra un tubo — in modo da raccattare click, like e condivisioni di tutti i follower di Emergency e dell'associazionismo in genere, specie quello tendente a sinistra. Pertanto, una domanda sorge spontanea: ma tutti i santi giorni non ha niente di meglio da fare?

Infine, la Lucarelli non si rende conto che, se Salvini viene nominato in continuazione, in realtà si finisce per dare più visibilità a… Salvini, ça va sans dire. In pratica, il lavoro che faceva Morisi, Salvini lo può ricevere dalla Lucarelli a costo zero. E finché la Lucarelli afferri il concetto, possiamo anche metterci comodi e attendere il prossimo passaggio della cometa di Halley.