Selvaggia Lucarelli condannata

Foto: Selvaggia Lucarelli va a baciare in bocca Fabrizio Corona.

Chi ha la sfortuna di imbattersi negli onnipresenti post di Selvaggia Lucarelli sui social network, sa bene che questa giornalista non professionista ha il vizietto di mettere il becco nelle questioni giudiziarie degli altri, solitamente coinvolti da lei in risse trash a mezzo stampa, televisione, radio e Internet, talvolta pubblicando atti che, a suo dire, sarebbero "importanti" per l'umanità. È sottinteso che nessuno, a parte lei, abbia tempo da perdere con le sue querelle da pollaio, ma evidentemente fa fatica ad afferrare il concetto.

È pertanto acclarato il suo interesse morboso nello spifferare ai quattro venti gli ipotetici problemi altrui. Peccato però che si guardi bene dal raccontare i suoi! In particolare, vale la pena ricordare che Selvaggia Lucarelli è stata condannata per diffamazione in primo grado quando diffuse la fake news — spacciata come "assoluta anteprima"… — secondo cui una bella concorrente di Miss Italia fosse un transessuale. La malcapitata di turno era Alessia Mancini (solo omonima dell'ex velina), all'epoca ventiquattrenne miss Lazio, "colpevole", secondo Selvaggia Lucarelli, di essere alta 1 metro e 84. Quanto basta per spingere il supremo giudice del web Lucarelli a inventarsi la storia secondo cui la miss fosse troppo alta per essere nata donna, e quindi fosse in realtà un ex uomo. Dal suo pulpito telematico privo di contraddittorio, la Lucarelli sentenziava che la ragazza si fosse da poco operata ai genitali e avesse ottenuto il cambio del nome anagrafico.

Alessia Mancini scoppia a piangere davanti a Milly Carlucci

Miss Lazio scoppia a piangere dopo la bufala diffusa sul suo conto da Selvaggia Lucarelli.

Viene spontaneo chiedersi: ma che ne sa la Lucarelli degli interventi ai genitali di chicchessia?

Ovviamente non ne sa nulla, ma per Selvaggia Lucarelli è più importante raggranellare qualche click con condivisione dei suoi post trash. Inoltre, la fake news inventata dalla Lucarelli ha molto probabilmente falsato il risultato finale del concorso, dato che la miss era stata già premiata dalla giuria tecnica, ma, poco dopo le esternazioni della Lucarelli, guarda caso fu bocciata dal televoto degli spettatori da casa.

La condanna di Selvaggia Lucarelli nel 2016

Morale della storia: la prima sezione penale del Tribunale di Roma, in composizione monocratica, ha condannato Selvaggia Lucarelli per il reato di diffamazione (cfr. Corriere della Sera), disponendo anche il risarcimento dei danni.

Sapete come aveva commentato la Lucarelli?

Non me portate le arance che me fanno acidità.

L'ex blogger di Civitavecchia mostra, come al solito, notevole serietà e rispetto, anche verso le decisioni dei giudici.

La giustizialista Lucarelli attacca sempre i giudici che la condannano

Comodo essere "giustizialisti" come fa la Lucarelli: qualunque persona con cui litiga dovrebbe essere sbattuta subito in galera, però quando i giudici condannano lei… diventano tutti brutti e cattivi. L'ultimo caso (al momento in cui scriviamo) si è verificato quando il giudice le ha dato torto nel procedimento penale scaturito dalla sua denuncia a Filippo Facci. Anche in questo frangente, la "colpa" è del giudice.

Selvaggia Lucarelli dice che i suoi insulti hanno scopo "benefico"

Si potrebbe osservare che la Lucarelli non è di sicuro né la prima né l'unica "giornalista" — non professionista, nel suo caso — che viene condannata per diffamazione. Peccato solo che Selvaggia Lucarelli non la pensi così: nel ribadire che non c'è stata nessuna diffamazione perché le sue accuse sarebbero state "benefiche" per la ragazza, dato che — sentite come si arrampica sugli specchi e con che faccia tosta continua a offendere… — l'avrebbero addirittura aiutata ad "acquisire notorietà" e quindi deve essere ringraziata per questo, Selvaggia Lucarelli sostiene di non essere mai stata condannata. Infatti, a partire da quel momento la Lucarelli si è fiondata su Wikipedia — dove usa il nome utente "Selvaggia-Luca", ma viene aiutata anche da un altro paio di account — per scrivere nella sua voce, senza allegare alcuna fonte o documentazione, che "il reato è prescritto" e quindi secondo lei non esiste. Peraltro, su Wikipedia non sono ammesse affermazioni senza fonte così gravi — in particolare nelle biografie, per le quali questa pratica fuorviante è esplicitamente vietata dalle linee guida di "Wikipedia:Uso delle fonti" — ma ha trovato un amministratore suo amico che per lei fa "un'eccezione".

Selvaggia Lucarelli non è mai stata assolta

Com'era prevedibile, l'asserita cultura giuridica di Selvaggia Lucarelli lascia a desiderare. Innanzitutto, se un reato viene prescritto non significa affatto che non c'è mai stato, ma vuol dire semplicemente che non è più punibile, essendo trascorso troppo tempo. Quindi la Lucarelli non può spacciarsi per "innocente", come invece fa, perché avrebbe dovuto necessariamente ottenere una sentenza di assoluzione, che non è mai esistita. Ma c'è un problema ancora più grave: la Lucarelli, che, come abbiamo visto all'inizio, è sempre molto attiva nel diffondere su Internet e sui social network gli atti giudiziari degli altri — una pratica non proprio rispettosa della normativa sulla privacy — non allega alcuna documentazione a sostegno della sua versione secondo cui i suoi reati sarebbero stati prescritti. Selvaggia Lucarelli omette di specificare che l'estinzione del reato per sopravvenuta prescrizione deve essere obbligatoriamente dichiarata dalla corte del tribunale. Senza questa indispensabile dichiarazione del giudice, che interromperebbe definitivamente il processo, non ci può essere alcuna prescrizione. Nel caso di Selvaggia Lucarelli, mancano

  1. sia la fantomatica dichiarazione/sentenza del tribunale,

  2. sia i certificati penali della Lucarelli in corso di validità, casellario e carichi pendenti, comprensivi di visura ex art. 33 D.P.R. 313/2002 per attestare l'assenza di condanne non menzionate, preferibilmente allegando anche la risposta all'istanza ex art. 335 c.p.p. alla Procura della Repubblica di Milano per attestare la non iscrizione nel registro degli indagati, per lo meno a Milano.

Attenzione: tutti questi quattro certificati sono assolutamente necessari, perché alcune condanne riportate su uno di essi potrebbero non apparire sugli altri; quindi, sapendo come si comporta di solito Selvaggia Lucarelli, sarebbe per lei fin troppo facile esibirne uno vuoto mentre le condanne stanno scritte su un altro.

In sintesi, mancano tutti i certificati, e quindi, senza poter documentare legalmente l'ipotetica prescrizione, i soliti discorsi della Lucarelli vanno ovviamente considerati come una raffica di inutili chiacchiere che lasciano il tempo che trovano.

Ci si potrebbe pure chiedere perché Selvaggia Lucarelli dovrebbe pubblicare tutti i suoi certificati giudiziari. È molto semplice: perché, come abbiamo visto, lei ha la discutibile abitudine di pubblicare gli atti giudiziari degli altri; l'ultimo della lista, in ordine di tempo, è il rinvio a giudizio seguito alla sua denuncia-querela nei confronti di Giampiero Mughini. Ma, guarda caso, lei non pubblica i suoi, il che fa sorgere più di qualche sospetto.

Tuttavia, anche nell'eventualità in cui, pur non essendoci alcun elemento a sostegno, si volesse prendere per vero quello che racconta la Lucarelli, resta il fatto che la prescrizione non significa essere stati assolti, o tantomeno essere innocenti. Strano che non se lo sia mai fatto spiegare dal suo amico Travaglio. Ma, di tutto ciò, Selvaggia Lucarelli se ne infischia, ammesso che abbia capito di cosa stiamo parlando.

Selvaggia Lucarelli indossa a Ballando con le stelle una maglietta nera con scritto Comunque con me gli sponsor restano

Non lo dico che sono stata condannata e denunciata decine di volte, tanto, come è scritto pure sulla maglietta, con me gli sponsor restano sicuramente.